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Diario di un Risk Manager ai Tempi del CORONAVIRUS

DIARIO DI UN RISK MANAGER AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Giorno 0

E’ sabato 07.03.2020, siamo a casa, a cena con degli amici che arrivano da Milano, sono da poco passate le 23,00, siamo ancora a tavola, in cucina.

La nostra cucina è il punto della nostra casa che per me è più preziosa: è il focolare, è il luogo dove si mettono sul tavolo gioie e dolori, problemi e opportunità, dove ci raccontiamo come è andata la giornata, dove ci ritroviamo quando siamo smarriti, dove ci abbracciamo, ridiamo e piangiamo, è la stanza che sa di casa più delle altre, è la casa.

Non tutti si siedono alla nostra tavola: per poterlo fare occorre condividere non solo il cibo e il momento, ma anche valori e principi; per poterlo fare è necessario credere nell’essere umano e nelle sue potenzialità; per farlo il nostro ospite deve essere consapevole che possiamo realizzarci solo attraverso gli altri e che lavorare insieme per il bene comune e per creare valore è una priorità. Non è facile capirlo, lo so, ma queste sono le regole.

Ed è stato proprio lì, attorno al tavolo della nostra cucina, mentre stavamo ancora chiacchierando, che abbiamo appreso la notizia: la Lombardia è zona rossa.

Rimaniamo in silenzio per qualche istante, poi tutti iniziamo a guardare il cellulare per cercare di capire se è vero, cosa dobbiamo fare e, soprattutto, cosa significa realmente.

Non siamo impauriti, non siamo arrabbiati, ma in noi si insinua pian piano la consapevolezza che qualcosa è davvero cambiato, che questo nemico invisibile è più vicino, che occorre combatterlo e che la battaglia non sarà facile.

Ci salutiamo, senza baci e abbracci, un po’ straniti, in attesa di rivederci e poter festeggiare la fine dell’emergenza. Sì, perché sappiamo che non ci potremo più vedere finché tutto questo sarà passato…

Riordino la cucina e mentre la sistemo si fa largo dentro di me un sentiment preciso: il contesto è cambiato, gli scenari saranno diversi da quelli a cui eravamo abituati, tutto va ripensato, i bisogni e le priorità delle persone e delle imprese cambieranno, l’economia subirà un forte contraccolpo e nessuno di noi può restare con le mani in mano.

Si è fatto tardi ed è ora di andare a dormire. Mi corico, sono stanca, ma la mente corre e il sonno non arriva subito. Dobbiamo fare qualcosa – mi dico – dobbiamo fare qualcosa.

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