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E' il Momento di Rientrare in Campo

Quando la motivazione passa dalle giuste parole

E’ il momento di rientrare in campo

Un Risk Manager è paragonabile ad un allenatore: deve in qualche modo prevedere i rischi a cui la sua Squadra va incontro, deve preparare i suoi giocatori nel miglior modo possibile per affrontare le situazioni che si presentano, deve saper dialogare elargendo pacche sulle spalle in silenzio, piuttosto che urlando consigli o farsi bastare uno sguardo.

Un Risk Manager deve essere consapevole che il suo lavoro è fondamentale per la riuscita di un campionato: prima, durante e dopo!

Ho voluto sintetizzare in questo scritto, alcuni dei “discorsi” che tengo negli spogliatoi ai miei ragazzi tra il primo e il secondo tempo, in particolare quando le cose si sono messe male nel primo. Ho trovato molte analogie con la situazione che stiamo vivendo noi italiani e sono certo che se ci comportiamo da SQUADRA, la vittoria sarà nostra. Chi ha giocato a calcio o a un qualsiasi gioco di squadra sa quanto lo spogliatoio è importante: dentro quelle 4 mura talvolta intrise di sudore, talvolta silenziose come il vuoto ma capaci di trasformare ogni situazione negativa in qualcosa di straordinario, si pianifica, si decide e si applica una trasformazione. Sempre

E se si dovesse perdere per una volta, pazienza: alla prossima andrà sicuramente meglio! Un trancio di pizza, un bicchiere di coca, una bottiglietta di birra e via sotto la doccia a dimenticare il passato appena vissuto e a prepararci per la prossima battaglia!

Lo spogliatoio

Quante volte abbiamo sentito dire che conta più lo spogliatoio della sommatoria della tecnica dei giocatori…

Lo spogliatoio è il luogo per eccellenza dove le cose capitano; e se non capitano, le si fanno capitare!

Perché dentro quelle mura ogni respiro si trasforma in uragano, ogni goccia di sudore diventa fiume in piena, ogni caviglia gonfia diventa lo spunto per “castigarli” con un gol.

Perché là dentro tutto nasce, si trasforma e cresce.

E allora manteniamo alto lo spirito che si respira nello spogliatoio e, da buoni italiani, abbracciamoci una volta per tutte sotto l’unica bandiera che ci contraddistingue: quella dello spirito italiano della voglia di rinascere e diventare più forti di tutti!

 

“Ok ragazzi

Di situazioni come queste ne abbiamo vissute diverse quest’anno, ma sono certo che ne saprete uscire da grandi giocatori come siete.

Abbiamo subito tre gol nel primo tempo; pesante eh…

Qualcuno di voi ha già mollato, ha gettato la spugna

Ha lasciato che lo sconforto la facesse da padrone, tanto loro sono troppo forti

Ma ci sono i vostri compagni che stanno facendo anche il vostro lavoro e stanno bagnando quella maglietta a voi cara, di sudore anche vostro.

Guardateli in faccia; vi sembra che abbiano mollato?

Cosa leggete nei loro occhi: sconforto? Paura? Rassegnazione?

 

Le balle ragazzi!

 

Io leggo rabbia, voglia di fare, di rientrare in campo il prima possibile per far vedere agli avversari di che pasta sono fatti!

Leggo nelle narici dilatate e nel respiro alto, la voglia di rivalsa. Avete presente un toro nell’arena? Quando ha le banderillas infilate nel corpo? E cerca in tutti i modi di colpire il torero?

Quelli sono i vostri compagni, feriti ma mai domi! Con una luce particolare negli occhi!

 

Ho sbagliato ad approcciare la partita, ho sbagliato la formazione, ho avuto la presunzione di poter affrontare questi avversari con le stesse strategie che con gli altri hanno funzionato.

Ma mi sono sbagliato.

Ho preteso da alcuni di voi cose che non potevano darmi perché hanno sempre giocato in ruoli diversi e con compiti diversi.

 

E ho sbagliato

 

Adesso potete fare due cose: mollare tutto e lasciare che gli avversari vi surclassino, oppure rientrare e reagire come sapete fare!

Abbiamo di fronte a noi un avversario alla nostra portata ma dovete dimostrare prima di tutto a voi stessi quanto conta questa partita.

Sono venuti a guardarvi anche avversari che dovranno affrontarli nelle prossime partite e fare il tifo per voi perché potrebbero raggiungerli in classifica; e quelli che li hanno già incontrati perché vogliono vedere se sono veramente così forti come la classifica racconta.

Sono sugli spalti a fare il tifo per voi, a respirare con voi, a correre con voi.

 

E lo sentite il nostro pubblico? Vi ha sempre incitati, supportati, spronati! Ogni volta che imbastivate un’azione a un tocco e arrivavate in area avversaria, volevano entrare in campo per aiutarvi a concludere a rete.

 

Ma in campo ci andrete voi adesso.

 

Certo: il loro portiere è stato bravo, ma le avete viste le parate del nostro Gigi? Se lui non ci avesse creduto, adesso saremmo sotto di 4 o 5 gol. Ma lui non ha mollato. E adesso entra Carlo e saprà darvi ancora più sicurezza perché è più fresco.

Cristiano e Paolo; avete dato tantissimo là in attacco e adesso vi chiedo di buttare il cuore oltre l’ostacolo e dare fondo a tutte le vostre energie per fare pressing alto ed evitare che inizino l’azione dal portiere. E se saranno i vostri compagni a segnare, poco importa. Siamo una Squadra. Quando avrete finito la benzina, ne abbiano 6 in panchina che possono entrare e riprendere da dove avete finito voi. Hanno una voglia matta di dimostrare che ho sbagliato nel lasciarli in panchina!

Siamo una Squadra, quella che ha bisogno che Fede si alterni a Mattia sulla fascia per essere più incisivi in fase offensiva ma che rientri a dare manforte alla fase difensiva quando siamo in fase di non possesso palla.

Ho bisogno di Luca, Alex e Dado a centrocampo che facciano filtro ancora più stretti del primo tempo ma che, recuperata palla, alzino la testa e giochino a uno/due tocchi per far saltare il loro centrocampo e infilarli sulla loro fascia destra dove hanno già il difensore ammonito. E adesso che entra Giorgio, che è veloce, possiamo arrivare più facilmente a rete.

E voi tre, Mattia, Davide e Pippo. Leggo nei vostri occhi la voglia di rientrare in campo e ribaltare tutto e tutti. Potrei strizzare le vostre maglie e irrigare il campo da tanto che sono sudate. Tenete duro! Tutti noi abbiamo bisogno ancora del vostro sacrificio. E fate sentire la vostra voce ai vostri compagni, sosteneteli nell’errore e incoraggiateli nel gesto tecnico corretto. Sappiate essere Spartani: “Ricorda sempre: la vera forza di uno spartano è il guerriero che sta al suo fianco. Perciò dagli rispetto e onore, e li riceverai a tua volta.”

 

E usate la vostra testa comandata dal cuore. I polmoni e le gambe lo seguiranno.

Avete la consapevolezza di essere più forti di loro, ma dovete crederci.

 

Avete ancora qualche minuto per riposarvi e poi andiamo là fuori e ribaltiamo il risultato.

“Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi; io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?” (dal film “Ogni maledetta domenica”)

 

Se siete arrivati fin qui, allora vi invito a guardare questo video. E buona vita

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