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Diversity: rischio od opportunità?

Diversity: rischio od opportunità?

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Recentemente ho iniziato un progetto di ERM in una grossa azienda veneta e una delle cose che mi è balzata subito all’occhio analizzando l’organigramma aziendale è che la percentuale di donne, sia nel board che nelle seconde linee, è decisamente inferiore a quella degli uomini.

Eppure la maggior parte dei dipendenti sono di sesso femminile, scelta strategica aziendale perchè alcune attività vengono fatte con più efficacia dalle donne, che sono più precise e più attente.

E’ chiaro, quindi, che vi è una incongruenza: da una parte, alle donne sono riconosciute precise qualità necessarie per la redditività dell’impresa; dall’altra, a nessuna è dato avere una posizione di reale comando.

Che fare in situazioni come queste?

Una soluzione potrebbe essere quella di lavorare per processo e non per funzione.

Innescare l’ERM in azienda significa, infatti, coinvolgere tutta l’organizzazione e mappare i rischi sui processi. Per fare questo, è necessario costituire dei team di lavoro specifici nominare un process owner che faccia da team leader. I componenti di questo team non saranno tutti legati alla stessa funzione, ma saranno coloro i quali, in un modo o nell’altro, incrociano quel dato processo svolgendo la loro normale attività. Questo permetterà una visione trasversale e più completa dei rischi, ma anche un maggiore confronto tra le risorse coinvolte, che saranno stimolate al dialogo e alla mediazione per trovare una soluzione di gestione del rischio che sia comune e soprattutto condivisa.

Quanto sopra diventa strategico se i team sono eterogenei anche per genere: la sensibilità della donna e il pragmatismo maschile, che sono spesso in conflitto, troverebbero così una via comune di convivenza, la cui conseguenza è una generazione di maggior valore sia per l’azienda che per il capitale umano coinvolto.

Strumenti semplici, a volta persino banali, ma che molto spesso vengono dati per scontati oppure addirittura sottovalutati, creando così situazioni relazionali difficili da gestire, che fanno solo disperdere energia, anche economica.

Lavorare con le persone per le persone significa, in definitiva, considerare le diversità come una ricchezza, mettendo al centro l’uomo in quanto individuo, rispettando la sua specifica individualità, ma, al tempo stesso, scambiando conoscenze e competenze per il bene della squadra.

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